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Investitori e startup musicali

Conviene investire nelle startup musicali? Cosa ne pensano gli investitori delle music tech? L’industria musicale è un mercato florido su cui puntare?

Queste sono solo alcune delle domande che si pongono sia gli investitori, sia i professionisti che vogliono avviare un business nel settore music tech. La pandemia causata dal covid-19 ha messo in difficoltà imprese e startup di ogni tipo, quindi, è lecito che nascano delle preoccupazioni.

Complice l’arresto degli eventi dal vivo, si sono verificati dei rallentamenti nelle transazioni finanziare attraverso la musica nell’ambito di acquisizioni, partnership e investimenti. Allo stesso tempo, molti investitori posano il loro sguardo sull’innovazione digitale della musica, un ambito in grado di resistere e prosperare anche in questo periodo difficile. 

In questo articolo ti spiegherò perché gli investitori scelgono di finanziare le startup musicali e ti illustrerò degli esempi di investitori che hanno finanziato le music tech

 

Gli investitori scelgono l’innovazione e la tecnologia nella musica

Gli investitori stanno finanziando startup musicali già dal 2020 e continuano a farlo. La priorità viene assegnata alle società già presenti nel portafoglio, ma una certa attenzione è rivolta verso i nuovi accordi.

Secondo uno studio di Goldman Sachs sull’industria musicale, c’è stato un calo nei ricavi del 25% nel 2020, ma è previsto un recupero del valore perso in due anni e persino un raddoppio dello stesso nel 2030, raggiungendo così i 142 miliardi di dollari. Gli investitori sono ben attenti nell’ascolto quando Goldman Sachs effettua dichiarazioni simili e con numeri così rialzisti.

La musica in streaming è il motore trainante di questa crescita, ma gli investitori sanno che hanno un loro peso anche determinate innovazioni tecnologiche, come ad esempio:

  • software basati sull’intelligenza artificiale
  • metadati e blockchain
  • live streaming

 

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Free image from Pixabay

 

Intelligenza Artificiale

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) nell’industria musicale ha cambiato il nostro modo di ascoltare.

L’impatto esercitato dall’AI è evidente ogni qual volta ascoltiamo la musica in streaming (vedi Spotify) o utilizziamo gli smart speaker (come ad esempio Alexa di Amazon). Prendendo di nuovo come esempio Spotify, ogni utente è in grado di ottenere delle playlist consigliate che si basano sulla cronologia delle ricerche. Questo è il famoso apprendimento automatico messo in atto dal machine learning

L’intelligenza artificiale permette anche di creare la musica, come nel caso del software “Flow The Machine” ideato da Sony Music.

L’Universal Music, invece, ha investito in piattaforme come AI Music e Humtap, che sono in grado di fornire dei dati sui quali costruire nuove sonorità per gli studi di registrazione.

Volendo dare uno sguardo anche all’interazione tra musica e videogiochi, complice sempre l’utilizzo dell’AI, ha riscosso un enorme successo il concerto virtuale di Travis Scott su Fortnite. 

Insomma, le applicazioni possibili dell’AI nella musica sono davvero molte, cambiano solo le idee innovative che vi sono alla base. 

 

Metadati e Blockchain

Tenere traccia online della musica riprodotta e identificare le proprietà delle canzoni in modo che i creatori siano pagati, è possibile tramite l’uso dei metadati, ma soprattutto della tecnologia blockchain.

 

Blockchain: registro pubblico di dati che permette di monitorare il flusso degli stessi, le prestazioni e i download.

 

Implementare la tecnologia blockchain garantisce l’adeguato compenso ai titolari dei diritti sfruttando i metadati e assicura un corretto utilizzo della musica.

 

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Live Streaming 

La proposta dei live streaming nel 2020 ha riscosso un successo enorme raggiungendo settori come: la musica pop, l’opera e le filarmoniche.

Tra gli eventi con ticket a pagamento sono degni di nota i concerti in live streaming tenuti dai BTS e da Dua Lipa. Volendo dare uno sguardo ai numeri raggiunti, i BTS insieme ad altre band k-pop hanno effettuato un concerto di Capodanno in streaming che ha visto 30 milioni di fan connettersi da tutto il mondo. I biglietti venduti potevano arrivare ad un prezzo massimo di 60 dollari. Addirittura sono stati messi in vendita dei ticket Meet&Great, con cui i fan hanno potuto incontrare virtualmente la boy-band.

Un altro dato positivo fornito dal Nielsen End-of-Year Music Report è che il numero dei spettatori degli eventi musicali in live streaming aumenta del 28,6% anno dopo anno.  

 

Esempi di investitori che scelgono le startup musicali

Dopo aver visto quali sono le innovazioni tecnologiche che attirano l’attenzione degli investitori nel settore musicale, viene da chiedersi: chi sono le persone che hanno deciso di investire nelle startup musicali?

Gli investimenti possono provenire da fonti diverse: etichette discografiche, società di gestione e persino dagli artisti famosi

Diversi cantanti e musicisti hanno investito denaro in startup musicali, perché credono nell’innovazione ed evoluzione dell’industria musicale. Vediamo insieme 3 di questi artisti che hanno deciso di effettuare un investimento nelle music tech.

 

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Free image from Pixabay

 

Quincy Jones e Musimap

Tra i tanti investitori che scelgono le startup musicali c’è Quincy Jones, il noto musicista e produttore discografico americano.

Quincy Jones ha effettuato un investimento verso Musimap, una startup musicale che si occupa di intelligenza artificiale emotiva.

Musimap ha conquistato Jones, dopo che lui stesso ha testato il motore di profilazione psico-emotiva. Questo motore si chiama MusiMe e costruisce dei profili emotivi per gli ascoltatori descrivendo valori, sentimenti ed umore basandosi sui brani ascoltati. Oltre ad esserne un investitore, Quincy Jones ricoprirà il ruolo di consulente speciale per Musimap promuovendo le relazioni e aiutando la crescita del business.

Il grande produttore discografico e musicista non è nuovo nel settore degli investimenti, perché a suo tempo aveva già vestito il ruolo da investitore per Spotify e per Playground Sessions, un software per imparare a suonare il pianoforte.

 

Roger Taylor e Iris

La startup musicale Iris può vantare tra i suoi investitori la presenza del batterista dei Queen Roger Taylor, che si è identificato subito come uno dei suoi primi sostenitori. 

La tecnologia di Iris è in grado di aumentare la qualità dell’audio introducendo quello spazio che normalmente manca all’audio registrato, sbloccando la dimensione “live” che solitamente si perde. L’algoritmo brevettato sblocca e sintetizza nuovamente le informazioni audio perse consentendo al cervello di svolgere un ruolo attivo nel metterle insieme. In questo modo viene ricreata l’originale esperienza musicale dal vivo. Ciò viene definito “Active Listening”, cioè l’ascolto attivo

Ad oggi tramite l’app, disponibile per IoS e Android, Iris si può collegare a Spotify e sono state prodotte anche delle cuffie con la stessa tecnologia al loro interno. Presto verrà introdotta anche una sezione Wellness all’interno dell’app. 

 

Agnetha Fältskog e Snafu Records

Snafu Records è una music tech, ma anche un’etichetta musicale, che ha ideato un nuovo approccio per scoprire nuovi talenti musicali. La startup è riuscita a raccogliere 2,9 milioni di dollari in finanziamenti iniziali guidati da TrueSight Ventures e con la partecipazione di diversi investitori tra cui Agnetha Fältskog degli ABBA, John Bonten di Spotify, Jesper Theil Thomsen di Soundboks e molti altri.

Snafu utilizza l’intelligenza artificiale per trasformare chiunque ascolti la musica in un talent scout per conto della startup. Gli algoritmi esaminano ogni settimana migliaia di canzoni di artisti indipendenti su servizi come SoundCloud, Instagram e YouTube e li valutano in base al coinvolgimento e al sentimento dell’ascoltatore, in base alla struttura della canzone e altri fattori. Dalle analisi raccolte vengono selezionati tra i 15 e i 20 artisti più promettenti per essere visionati direttamente dal team interno dell’etichetta, con l’obiettivo di ingaggiarli.

 

Spero che questo articolo ti abbia dato tutte le informazioni necessarie sul perché gli investitori scelgono di finanziare le startup musicali e quali sono alcuni esempi di investitori che hanno finanziato le music tech. Per qualsiasi dubbio o domanda, o se vuoi che realizziamo un articolo su uno specifico argomento, non esitare a contattarci!

 

articolo by Miriana Piccari

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